La Villa

Si tratta di un edificio ottocentesco a pianta rettangolare con finestre, rivestimento murario ad intonaco e copertura del tetto a quattro falde. Questo palazzo venne ampliato dalla famiglia Bertoja - Mantovani nel corso del 1925 con un mirato intervento di ristrutturazione., trasformando quello che era una sopria residenza in una lussuosa villa signorile, adeguata al loro rango, collocata lungo l'importante asse viario realizzato ancora nel '500. Nel corso dei secoli i Bertoja, molto dinamici ed avveduti, diventarono fra i più ricchi proprietari terrieri dell’intera Marca Trevigiana, occupando i posti più importanti nelle gerarchie civili e politiche dell’epoca, come si conveniva alle migliori famiglie: Due Notai, tre Giuristi, un Canonico, diversi Medici, molti incarichi di rilievo nell’ambito delle principali Confraternite del tempo ed un Pubblico Agrimensore del XVII secolo che ci ha lasciato svariate ed eloquenti documentazioni del suo prezioso lavoro.Da notare la riuscita politica di equilibrio tra Aristocrazia veneziana e Chiesa: la famiglia Bertoja si distinse per l’alto numero dei propri componenti che aderì al Clero: ben otto suore, di cui due Abbadesse e dieci tra Frati e Preti, tra cui due Priori ed un Venerabile.

I Bertoja furono anche degli abilissimi produttori di vino ed in epoca veneziana si erano specializzati nel commercio dei propri prodotti con il Cadore ed i paesi germanici; vinificarono anche le uve del Vescovado e verso la metà del 1700 un Bertoja ricoprì la mansione di “Stimatore di Vini”, una specie di enologo ante litteram.

Essa è collocata nelle immediate vicinanze del centro storico di Motta di Livenza e pone il prospetto principale in Viale Madonna. Questo viale, risalente alla prima metà del cinquecento, era sorto per collegare il centro storico di Motta con la Basilica della Madonna dei Miracoli, monumentale opera edificata a perenne ricordo dell’apparizione della Madonna ad un contadino del luogo.

La Villa fu restaurata, conservandone intatte le originali prerogative architettoniche, a partire dal 1999, anno in cui venne acquistata da Girolamo Michelin, attuale proprietario.

All’interno della villa, oltre all’antica cantina padronale sotterranea, è stata allestita una esposizione permanente di attrezzature di antiquariato enologico di particolare pregio, dalla pigiatura dell’uva, al travaso e filtrazione dei vini, al riempimento ed alla tappatura delle bottiglie. E’ inoltre presente una corposa documentazione storico-genealogica riferita alla famiglia dei Nobili Bertoja, utile per chi volesse avere una più approfondita e particolareggiata conoscenza sulle vicissitudini di questo antico casato.

Dato il notevole interesse storico artistico, l’immobile denominato Villa Bertoja Michelin è sottoposto a vincolo di tutela da parte della Soprintendenza per i beni Architettonici e per il Paesaggio del Veneto. La Provincia di Treviso, settore promozione del territorio, ha inoltre conferito a Villa Bertoja Michelin il titolo di “Residenza d’Epoca”.


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Soggiorno

Dislocata nel centro storico di Motta di Livenza, Villa Bertoja Michelin si trova immersa in un grande parco secolare che offre la necessaria tranquillità per quanti vogliono trovare un soggiorno pratico e confortevole nel cuore delle terre Venete.

All’interno della villa sono a disposizione cinque camere da letto ampie e luminose, tutte fornite di bagno privato, oltre ad una comoda stanza per cucina.

Ogni ambiente è arredato con gusto e funzionalità.

Gli ospiti possono scegliere di alloggiare anche nella depandance adiacente la villa ove è dislocata una unità abitativa ad uso turistico costituita da un appartamento di circa 70mq con due camere, cucina e bagno.

Durante il loro soggiorno gli ospiti potranno immergersi in un atmosfera unica che combina l’autenticità e l’eleganza di una residenza d’epoca con i moderni comfort.


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Tradizione Enologica

Un cammino storico di cinque secoli. I Bertoja hanno coltivato le loro proprietà diventando vinicoltori. E di successo, visto che Luigi ha ricevuto anche dei riconoscimenti per la sua attività. Ed è stato il caso, o la professione, che ha fatto incontrare l'enologo Girolamo Michelin con questa villa. Un incontro fruttuoso perché, accanto al vino, Michelin ha voluto approfondire la storia della famiglia. La sua fatica però è stata ricca di risultati. Dopo anni di ricerche d'archivio e di biblioteche, Michelin ha prodotto un corposo volume dal titolo "L'eredità del passato - Storia di un'antica famiglia nobiliare", in cui esplora cinque secoli di storia della Sinistra Piave. La saga dei Bertoja prende le mosse nel Quattrocento, ma le radici vanno cercate ancora più lontano, nell'XI secolo, quando i signori di Pinzano, contraddistinti dallo stemma tagliato d'argento e nero, sono coinvolti nella lotta per le investiture. Il capostipite Ermanno fu ministeriale del patriarca di Aquileia. 
I Bertoja di Ceneda abitavano in contrada Cencenighe. L'autore ripercorre i secoli descrivendo l'antica città di Ceneda, l'agricoltura dall'inizio dell'età moderna fino ai giorni nostri. Quando si racconta la saga di una famiglia che ha avuto così lunga vita è inevitabile che si narrino anche le vicende di paesi e città che vi sono coinvolti. E allora ecco le altre famiglie patrizie della Sinistra Piave, ecco le vicende politiche, sociali e religiose della contea di Ceneda e delle podesterie di Serravalle, Conegliano, Oderzo e Motta. Ed è anche inevitabile che una famiglia lasci la sua impronta sul territorio e nella storia della Chiesa. I Bertoja hanno avuto anche un frate, Angelo, diventato venerabile; il fratello di Angelo era anche lui frate; le ragazze patrizie, come d'abitudine a quei tempi, finivano in convento se non erano destinate al matrimonio. In campo sociale nel XVII secolo Federico fu presidente del Monte di pietà di Ceneda; Valentino Bertoja si distinse come valente musico. Intanto i contadini legati alla famiglia si specializzavano nella vitivinicoltura. 
Il volume ci propone mappe e immagini delle antiche proprietà, degli strumenti d'epoca per vinificare. E, ancora, i rapporti con i vicini conti di Collalto, l'attività delle famose cartiere di Ceneda. Michelin non manca di ricordare che la contea vescovile di Ceneda concluse la sua parabola storica nel 1772 quando la Serenissima, gelosa delle sue prerogative laiche, strappò il potere al vescovo conte e governò la cittadina con i suoi podestà. Per i nobili veneziani cambiava poco perché vescovi o podestà sempre di affare di patrizi si trattava, ma importante era dimostrare al Papa che nei confini della Repubblica chi comandava era il Senato non la Chiesa con le sue ingerenze che non furono mai tollerate.
Con il tempo i Bertoja si adeguarono al mutare delle situazioni e nell'Ottocento diventarono anche farmacisti gestendo la bottega alla Provvidenza. Quelli passati a Motta continuarono l'attività agricola con la azienda Bertoja-Mantovani. E, come tutti i nobili che si rispettino, avevano il loro banco nella basilica dei Miracoli. Per essere riusciti a sopravvivere 5 secoli i Bertoja dovevano essere anche abili diplomatici. È, infatti, «grazie ad una intelligente strategia politica, conclude l'autore, che i Bertoja seppero mantenere nel tempo un provvidenziale equilibrio tra l'aristocrazia veneziana e la chiesa che consentì loro di occupare i principali incarichi sia di governo nell'ambito consiliare sia nel contesto religioso-ecclesiastico.


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